"A Cantalupo in Sabina. Versi e memorie", per non dimenticare Mario Verdone

Martedì 09 febbraio 2010
"Passeggiando sul pontile della laguna di Venezia, ci trovavamo a scambiarci opinioni sui film che avevamo visto al Festival cercando di deciderci su quale di essi avrebbe meritato la vittoria, ma alla fine lasciavo sempre a Mario la decisione finale, perchè ne sapeva molto più di me e io non potevo far altro che imparare... ".
E' così che Gian Luigi Rondi decano dei critici cinematografici italiani, ha voluto ricordare il suo amico, maestro e collega Mario Verdone, durante la presentazione - avvenuta ieri a Roma nella prestigiosa sala della Promoteca in Campidoglio - di "A Cantalupo in Sabina", ultimo libro firmato dal celebre autore scomparso lo scorso giugno.
Il volume raccoglie le ultime memorie e i versi dedicati al cinema tanto amato dal critico senese naturalizzato romano.
A presentare il libro oltre ai fratelli Verdone (Carlo, Luca e Silvia), e a Rondi, sono intervenuti l'Assessore Giuliano Compagno, il giornalista Giordano Bruno Guerri, il poeta Elio Pecora e l'attore e genero di Mario Verdone, Christian De Sica, che insieme lo hanno ricordato come un "uomo che ha lasciato un grande vuoto nelle amicizie, negli affetti e sopratutto nella cultura tutta Italiana. Padre di grande bontà e affetto, e uomo di immensa cultura ma non per questo meno modesto, che ha saputo spronare i suoi studenti a fare meglio, e che non dispensava mai nessuno di un sorriso e di un consiglio per fare bene nel lavoro e nella vita".
Marco Pelini

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